Da ricercatori, iniziare a pensare come veri imprenditori è un nuovo inizio, un cambio di mentalità.

Federica Potere è CEO e R&D Director di BioIn, startup vincitrice di S2P 2023, e ci ha raccontato come per un team di ricercatori partecipare a un programma di accelerazione come Switch2Product sia stato fondamentale non solo per sviluppare la propria tecnologia, ma anche per acquisire growth  mindset: una mentalità di miglioramento continuo  che può aprire porte inimmaginabili e portare a risultati straordinari.

BioIn sta cambiando il panorama della chirurgia vascolare sviluppando una protesi vascolare completamente biologica, realizzata tramite stampa 3D, che ha il potenziale di ridurre drasticamente le complicazioni infettive legate alle protesi sintetiche impiantate. Un progetto che nasce durante dottorato di Federica e si distingue per l’unione di una necessità clinica con l’uso avanzato del 3D  bioprinting, che consente la creazione di un prodotto specifico per ciascun paziente.  

Da ricercatrice a imprenditrice

È proprio durante il suo periodo di dottorato al Politecnico di Milano che Federica ha raggiunto la consapevolezza di voler diventare un’imprenditrice. 

Spinta dalla passione per l’idea di risolvere un forte clinical need e trasformare un’idea in una realtà concreta e dall’esperienza sul campo al fianco dei chirurghi vascolari, elemento che ha giocato un ruolo cruciale in questa scelta, Federica e il suo tema si sono lanciati in un percorso imprenditoriale: “Ho toccato con mano diverse problematiche nel settore delle malattie vascolari e ho sentito il bisogno di contribuire alla loro risoluzione”.

Il ruolo di S2P e i progetti per il futuro

Un momento decisivo per BioIn è stato l’accesso al programma di accelerazione di S2P: “Grazie a S2P siamo riusciti a superare la mentalità da ricercatori, iniziando a pensare come veri imprenditori”. Non solo un cambiamento in termini di mindset, ma un’opportunità per acquisire nuove competenze legate agli aspetti business, “un’area in cui di solito noi ricercatori non abbiamo competenze e che ci ha anche permesso di estendere la nostra rete di contatti”.  
 
Guardando al futuro, le ambizioni di BioIn non si pongono limiti. “Immaginiamo un’azienda che non sia solo di successo, ma che sia in grado anche di rivoluzionare la chirurgia vascolare diventandone un punto di riferimento, portando un profondo impatto positivo”. 
 
L’evoluzione di BioIn da progetto accademico a startup è un esempio eccezionale di come la ricerca, combinata a competenze e visione imprenditoriale, possa scalare il proprio impatto e potenziale.

BioIn infatti, attraverso la propria tecnologia, non solo promette di ridurre significativamente le complicazioni infettive, ma punta a diventare un vero e proprio punto di riferimento per il mondo della chirurgia vascolare.