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Il nostro viaggio alla scoperta del futuro non si ferma, essere affamati di futuro significa proprio questo: continuare a porsi delle domande, alimentare la nostra sete di conoscenza e scoperta, mettere in discussione le nostre certezze e aprire la mente a nuove prospettive.

Insieme a Nicoletta Iacobacci, la nostra seconda ospite, siamo riusciti a realizzare tutto ciò. Nicoletta è docente e esperta internazionale di etica nell’AI. Ricopre il ruolo di AI Ethics Strategist ed è impegnata nell’attività di inclusione di principi etici in campo tecnologico.

A dimostrazione di questo suo costante impegno, Nicoletta apre il suo intervento con una domanda che tutti noi stiamo cominciando a porci sempre più frequentemente: che futuro vogliamo creare con l’intelligenza artificiale?”.

Ed è proprio a partire da questo interrogativo che è possibile proporre alcune importanti considerazioni. Nicoletta precisa infatti come l’utilizzo di forme di intelligenza artificiale presenti delle ripercussioni che vanno oltre il sistema creato dagli ingegneri e sviluppatori, un utilizzo che “riflette le nostre scelte etiche, scelte che presentano numerose sfide a partire da quella dei dati”.

Il tema della raccolta dei nostri dati digitali è un tema che emerge nuovamente in questo nostro viaggio e presenta delle implicazioni potenzialmente enormi su cui Nicoletta Iacobacci ci aiuta a far luce. I grandi attori che influenzano la nostra vita digitale infatti “possono influenzare anche la nostra vita biologica, ad esempio indossiamo lo smartwatch che prende i nostri dati”.

Oltre al tema della raccolta dei nostri dati digitali, un altro tema che emerge nell’intervento di Nicoletta è quello della “qualità” di questi dati, infatti “abbiamo set di dati pieni di pregiudizi”. Un esempio che evidenzia questa possibile natura discriminante riguarda i dati sanitari relativi alla sintomatologia tipica degli infarti che non tengono conto dei sintomi tipici delle donne, differenti da quelli degli uomini: “se il sistema ospedaliero non è stato tarato anche con questo tipo di informazioni, la donna rischia la vita”.

Non solo la sfida della gestione e del corretto utilizzo dei dati digitali. Nello scenario in continua evoluzione che caratterizza il nostro tempo, un altro aspetto su cui Nicoletta propone una riflessione è su: “che cosa vuol dire etico?”. Nicoletta sottolinea come la risposta a questo interrogativo non debba essere data per scontata: “etico non è un discorso universale, può variare da cultura a cultura, può essere influenzato dalla società”.

Alla sfida di creare dei sistemi che presentino dei valori universali, Nicoletta Iacobacci propone una sua teoria, una nuova interessante prospettiva a cui guardare: “la differenziazione tra l’essere umano e essere umano è nella parola essere”. Nel primo caso,  “la parola essere è un sostantivo, nel secondo caso è un verbo”, il problema, prosegue Nicoletta, è che l’attuale società sta intervenendo sull’essere umano con essere inteso come verbo, quindi sulla “nostra essenza, emotività e empatia”.

Tecnologia ed etica quindi corrono fianco al fianco. Tuttavia, mentre la prima cresce esponenzialmente, la seconda fatica a tenerne il passo. Come sottolinea Nicoletta Iacobacci risulta quindi fondamentale continuare a parlare e riflettere di etica, e coinvolgere le nuove generazioni in questo processo. Il viaggio che abbiamo intrapreso ha proprio questo obiettivo, quello di offrire nuove incredibili prospettive future che presentino sempre una grande attenzione rivolta ai valori umani.

Per guardare l’intero spettacolo: Affamati di futuro Unplugged