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Il legame tra l’essere affamati di futuro e l’immensità del mare risiede nella nostra capacità di guardare al futuro con curiosità anziché timore. Il futuro, così come il mare, si presenta spesso come un enigma, un territorio inesplorato che attrae e incute allo stesso tempo un senso di paura e incertezza. Dobbiamo avventurarci nel domani con la consapevolezza che il futuro può nascondere tesori insperati, scoperte mozzafiato ma anche rischi e nuove sfide da affrontare.

A partire da questo parallelismo, introduciamo il nostro quarto e ultimo ospite, Chiara Petrioli, ingegnera, ricercatrice e founder di WSENSE, la deep tech italiana più innovativa al mondo nella raccolta e gestione dei Big Data per monitorare e proteggere gli ecosistemi marini.

È la nostra fame di futuro che ci spinge a guardare oltre l’orizzonte, a esplorare non solo la terra ferma, ma anche lo spazio e gli abissi marini. Insieme a Chiara Petrioli, scopriamo l’importanza degli oceani: “la vita è nata miliardi di anni fa nel mare, che ospita oltre il cinquanta percento delle specie conosciute”. Come abbiamo avuto modo di osservare nelle tappe precedenti, ripensare il presente significa tessere un tessuto intricato di scelte consapevoli e visioni audaci, un intreccio di passato, presente e futuro.

Questo aspetto emerge anche nell’intervento di Chiara, che sottolinea come le tratte marittime che nel corso dei secoli hanno permesso lo scambio culturale tra popoli, continuino ad essere utilizzate, offrendo ancora oggi tracce del passato. Vestigia del passato che si intrecciano con gli attuali bisogni, tra cui l’estrazione di risorse materiali per produrre energia, che avviene ad oltre tremila metri di profondità. A questo proposito, Chiara Petrioli sottolinea come la presenza di infrastrutture critiche essenziali nelle profondità marine renda la “Blue Economy” l’ottava economia al mondo e quella con un tasso di crescita superiore rispetto ad ogni altro settore industriale.

Ed è proprio a partire dal’esperienza di WSENSE che è possibile sottolineare la crescente importanza di questo settore. Chiara Petrioli racconta come oltre dieci anni fa si sia resa conto che per promuovere uno sviluppo sostenibile della blue economy fosse necessario intraprendere lo stesso percorso realizzato nel mondo Terrestre: “serviva internet, la possibilità di avere dati e quindi gli strumenti di controllo, monitoraggio e sviluppo sostenibile dei sistemi di produzione della blue economy”.
Partendo da questo assunto, Chiara sottolinea come questi strumenti nell’ambiente marino non funzionino ed è da questa necessità che nasce l’incredibile innovazione introdotta da WSENSE, tramite lo sviluppo di sistemi che utilizzano le tecnologie acustiche per trasmettere informazioni sott’acqua.

A questa tecnologia innovativa si aggiunge l’integrazione dell’intelligenza artificiale che ha permesso di sviluppare soluzioni adattive e quindi in grado di raggiungere un livello di capacità di trasmissione a un livello affidabile e performante, prima non raggiungibile. Chiara Petrioli sottolinea come con WSENSE “stiamo facendo l’internet degli abissi, connettendo subacque, droni sottomarini e sensori”.

L’esperienza di WSENSE è fonte di grande ispirazione, ma Chiara Petrioli, non è solo imprenditrice ma anche Professoressa Universitaria. Il suo intervento si chiude con uno stimolo che vogliamo fare nostro: sfruttare il nostro potenziale di innovare, avere coraggio di sognare e di plasmare il futuro.

Siamo arrivati al termine di questa quarta tappa. Potrebbe sembrare la fine di un percorso, ma in realtà è solo il punto di partenza del nostro cammino alla scoperta del futuro. Il susseguirsi delle tappe di questo viaggio ci ha insegnato che il futuro non è solo un punto d’arrivo, ma piuttosto un processo in continua costruzione. Siamo affamati di futuro e conoscenza, consapevoli che ogni passo ci porterà verso una nuova meta che siamo tutti chiamati a immaginare e costruire.

Il futuro non è scritto, è in divenire, un costante fluire di possibilità che ci invita a esplorare, creare e trasformare. Le prospettive del futuro non sono scolpite nella pietra, ma plasmate dalle decisioni che prendiamo ogni giorno. È in questa consapevolezza che sorge il potenziale per un futuro promettente, in cui ogni passo è una scoperta che si compie.