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MathWorks è leader nello sviluppo di software per il calcolo matematico. Ingegneri e scienziati di tutto il mondo si affidano ai suoi prodotti per accelerare il ritmo delle scoperte, delle innovazioni e dello sviluppo. Innovazione e sviluppo sono parte fondante della mission di PoliHub ed è per questo che MathWorks fa parte della rete dei nostri perks. Abbiamo parlato con i team di MathWorks e ANT-X, che hanno condiviso con noi il valore della loro collaborazione.

Qual è il motivo che vi ha spinto ad entrare nella community di PoliHub?

Abbiamo trovato nella Community di PoliHub il luogo ideale per proseguire la nostra collaborazione con ANT-X e poter ampliare l’offerta dei nostri servizi anche ad altre startups. Simone e il suo team utilizzavano già MATLAB e Simulink nelle loro attività al Politecnico di Milano. Quando la loro attenzione si è spostata dalla ricerca accademica alla commercializzazione, il team ha deciso che gli strumenti MathWorks sarebbero rimasti fondamentali per i loro prodotti. Tuttavia, è emerso subito chiaramente che la licenza accademica dell’università non avrebbe più coperto la loro nuova avventura. “Sia come studenti che come ricercatori, abbiamo utilizzato i prodotti MathWorks per molti anni, per questo motivo abbiamo deciso di continuare a usare gli stessi prodotti anche nella nuova veste di spinoff. In questo senso, è stato fondamentale il processo di incubazione avviato con Polihub“, aggiunge Simone, CEO e Co-Founder di ANT-X. Prima di approfondire la collaborazione nata tra PoliHub, MathWorks e ANT-X, è necessario fare un passo indietro, scoprendo chi è ANT-X e di cosa si occupa.

Chi è ANT-X e come siete venuti a conoscenza dei prodotti offerti da MathWorks?

La storia della startup ANT-X, come molte altre, affonda le proprie radici in università. La startup è uno spin-off del laboratorio di droni del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Aerospaziali del Politecnico di Milano. Sebbene esistano gruppi di ricerca sui droni in molte università, la maggior parte di essi dispone di spazi limitati per i test o lavora esclusivamente in un ambiente simulato. Il giovane team si lanciato nel risolvere queste limitazioni costruendo droni compatti e prodotti software complementari su misura in grado di adattarsi allo spazio fisico e alle capacità tecnologiche dei laboratori universitari e fornendo così agli studenti una soluzione di laboratorio pronta all’uso. Un aspetto di fondamentale importanza dell’offerta di ANT-X riguarda il funzionamento dei suoi droni che avviene con un software con cui gli studenti probabilmente hanno già familiarità. In particolare, i droni sono programmati con strumenti open-source (ROS e PX4) e dispongono di prodotti software personalizzati che offrono input da MATLAB o Simulink. La conoscenza di questo framework open-source fornisce trasparenza e permette l’accesso agli studenti. “Sviluppiamo nuovi droni in configurazioni non convenzionali, ad esempio, i rotori non sono paralleli tra loro, ma sono inclinati in diversi orientamenti. MATLAB e Simulink sono fondamentali nell’accelerare il ciclo di sviluppo, l’implementazione, i test di volo e le correzioni, poichè permettono di saltare la parte di codifica. Possiamo progettare un modello di controllo e distribuirlo, rendendo così la fase di testing molto più veloce”, sottolinea Simone.

I passi successivi, come siete entrati in contatto con PoliHub e cosa offrite alla sua community?

È stato il team ANT-X a presentare per la prima volta a Polihub il MathWorks Accelerator Program. Grazie a questo programma, MathWorks collabora con gli acceleratori per fornire gratuitamente strumenti, formazione e risorse ingegneristiche alle startup incubate. Il Team di Polihub ha subito capito che la sponsorizzazione sarebbe stata preziosa non solo per ANT-X, ma anche per molte delle startup presenti nel suo portfolio. Di conseguenza, la partnership è nata molto facilmente e non appena è stata definitivamente finalizzata, ANT-X è stata tra le prime startup ad accedere agli strumenti sponsorizzati. Quali sono le prossime sfide e opportunità che vedete all’orizzonte?  “I droni convenzionali non sono in grado di gestire un contatto stabile con l’ambiente esterno. Stiamo quindi lavorando a questo progetto molto innovativo, denominato ARIES, per sviluppare un drone in grado di entrare in contatto con oggetti per effettuare ispezioni NDT (non-destructive-testing). Ad esempio, l’oggetto può essere un ponte su un’autostrada o una linea elettrica ad alta tensione. Il drone ARIES può entrare in contatto con l’oggetto e spingere contro di esso, mantenendo un volo stabile. In questo modo è possibile posizionare un sensore sull’oggetto per raccogliere misurazioni e allo stesso tempo aumentare la sicurezza mantenendo l’operatore umano a terra. Questa nuova capacità di interagire con l’ambiente sarà una rivoluzione importante nel mercato dei droni nei prossimi anni e per ora siamo tra i pionieri”. Simone si aspetta molte altre opportunità di questo tipo, man mano che i droni diventeranno sempre più presenti nella nostra vita quotidiana: “Tutte le proiezioni indicano che nei prossimi anni i droni saranno sempre più presenti nei nostri cieli. Si tratta quindi di un mercato in crescita ed è bene che una startup investa in questa direzione”. Scorpi di più sulla partnership tra ANT-X, MathWorks, and Polihub: https://blogs.mathworks.com/startups/2023/09/26/startup-spotlight-drone-startup-bridges-the-gap-between-academia-and-industry/ 

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