Al via la sperimentazione da parte di Poste Italiane del packaging on demand di Voidless con l’obiettivo di verificarne i punti di forza e la scalabilità.

Poste Italiane, nel Centro logistico di Vidigulfo, in provincia di Pavia, sta adottando in via sperimentale il packaging on demand sostenibile di Voidless.

La startup, nata tra i banchi del Politecnico di Milano, da un’idea di quattro ingegneri guidati da Carlo Villani, vincitrice dell’edizione 2021 di S2P, aveva raccolto a febbraio un round seed di 2,2 milioni di euro guidato da CDP Venture Capital – tramite il Fondo Corporate Partners I – comparto Industry Tech – e la società di Venture Capital italo-francese 360 Capital.

Oggi la possibilità di sperimentare sul campo l’efficacia della propria soluzione tecnologica per ridurre l’overpacking, ossia l’uso di imballaggi standard più grandi del necessario.

“Abbiamo scelto di fare application sul sito Open Innovation di Poste Italiane”,
ci racconta Carlo Villani, CEO e Co-founder, “perché ci siamo resi conto di come il nuovo piano industriale di Poste fosse assolutamente in linea con la nostra soluzione e di come la nostra tecnologia andasse ad intercettare e fornire una risposta ad un need dell’azienda”.

“Il progetto Voidless nasce grazie alla collaborazione con il Politecnico di Milano e con PoliHub. Per questo riusciamo a essere molto più rapidi nell’implementare nuove soluzioni e a fornire un servizio ad altre aziende perché quello che sperimentiamo noi poi diventa una soluzione di mercato”, ha affermato Alessandro Leonardi, Responsabile Open Innovation DTO di Poste Italiane.

La sperimentazione, della durata di 6-12 mesi, ha l’obiettivo di individuare i punti di forza per rendere poi la soluzione scalabile anche su altre linee.