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Lavorare gomito a gomito, rivedere parola per parola i bandi, presentarli e pensare fino all’ultimo di farcela perché in Smart Revolution non si crede solo nei progetti ma soprattutto nelle persone. Abbiamo parlato con Giacomo e Rossella Altamura, founder di Smart Revolution insieme a Enrica, e tra i perk di PoliHub, che ci hanno raccontato dei casi di successo all’interno della community e di quale sia il valore della loro collaborazione.

“Smart Revolution è una consultancy boutique, siamo un’azienda di consulenza soprattutto strategica che opera in vari settori, tra cui progettazione europea, finanza agevolata e formazione e, in particolare, in ambito innovazione. Cerchiamo di trasformare in realtà anche le idee più rivoluzionarie e dirompenti”, ci spiega Rossella.

Cosa vi ha spinto a entrare nella community di PoliHub?
“Sicuramente un contatto personale all’interno di PoliHub”, dice Giacomo. “Si è creata l’opportunità di collaborare e abbiamo notato che le startup di PoliHub erano molto orientate al mondo del venture capital ma meno sui temi di finanza agevolata e progettazione. Come arriva una piccola società di Massa Carrara a diventare perk di PoliHub? Vincendo progetti. Man mano che le startup hanno visto come lavoravamo abbiamo creato un rapporto consolidato con tanti startupper. Molti di questi, oltre a essere clienti ormai, sono quasi amici, perché comunque il rapporto è spesso quotidiano. Abbiamo trovato delle persone fantastiche, con delle idee che a mio avviso sono tra le più meritevoli nel contesto italiano e spesso anche europeo. E non nascondo che abbiamo trovato anche una certa facilità nel lavorare insieme a realtà di questo tipo”, aggiunge Giacomo, “perché quando noi ci troviamo a presentare i loro progetti magari hanno già affrontato un percorso di accelerazione e hanno, quindi, dei business plan fatti in modo molto accurato. Sono tutti aspetti molto importanti che facilitano il nostro lavoro e aumentano le probabilità di successo”. “Ci siamo anche trovati bene sul modo di lavorare”, aggiunge Rossella, “perché siamo estremamente flessibili. Capiamo le situazioni. C’è chi magari riesce a mettersi a lavorare sui progetti la sera o a volte nel weekend, chi preferisce sentirci su WhatsApp. L’approccio informale ci ha aiutato anche a trovare il modo migliore di lavorare con ciascuno e soprattutto il collante migliore è la grande passione che accomuna tutti per quello che stiamo facendo. Noi ci teniamo davvero ai progetti a cui lavoriamo. Ci teniamo al loro sviluppo, ci teniamo che le aziende crescano e riescano ad andare nella direzione che vogliono. Spesso da una consulenza nascono nuove soluzioni che non erano inizialmente preventivate e anche questo ci dà tanta soddisfazione: riuscire a contribuire sull’indirizzo che queste aziende prendono”.

Cosa proponete ai member della community di PoliHub?
“Noi siamo perk per la parte di progettazione europea in ambito innovazione principalmente e, quindi, forniamo supporto nell’individuazione delle migliori opportunità a livello europeo e, in modo complementare, a livello nazionale e regionale per sviluppare e accelerare il loro business”, risponde Rossella. “Lavoriamo in parallelo al venture capital, così da poter avere delle strategie di sviluppo aziendale diversificate, cercando di capire nel momento specifico qual è la strada migliore per riuscire ad andare avanti e superare l’impasse in cui a volte alcune startup si possono trovare, dopo aver fondato l’attività e confrontandosi poi con quella che è la fase di sviluppo e dopo di mercato”. “Per le fasi iniziali ogni euro è importantissimo”, aggiunge Giacomo. “Per noi è fondamentale aiutare le imprese nei loro momenti iniziali anche se, paradossalmente, è più semplice lavorare con aziende che hanno già ricevuto dei finanziamenti, degli investimenti, perché su molti progetti è necessario dimostrare la sostenibilità economico finanziaria, quindi diventa un processo parallelo e complementare al mondo del venture capital”.

Ci raccontate nello specifico di qualche progetto?
“Il caso di MGShell per il bando Brevetti + è molto interessante. Abbiamo supportato la startup in un momento non semplice ma loro e noi abbiamo creduto fortemente nell’idea imprenditoriale. Abbiamo instaurato un rapporto molto stretto e, ragionando molto bene sugli aspetti finanziari, siamo riusciti ad arrivare a un punto in cui abbiamo avuto maggiori certezze di cassa e abbiamo portato a termine con successo il bando. Marco (Ferroni, NdR), oltre ad avere un’intelligenza straordinaria, è stato sempre presente. Noi abbiamo creduto nella sua idea e siamo andati a fondo su un progetto che, quando è stato presentato, non avevamo certezza che ce l’avrebbe fatta”, ci racconta Giacomo. “A livello europeo, il nostro caso di maggior successo è stato certamente Agade”, afferma Rossella. “Nel 2021, siamo partiti con la nuova programmazione dello European Innovation Council. All’epoca aveva un format di application molto complesso ma abbiamo voluto lo stesso presentare il progetto. Oltre 200 pagine su cui abbiamo lavorato parola per parola, senza dare nulla per scontato. Il risultato è stato un successo straordinario: 1,8 milioni di euro di grant e 6,5 di investimento in equity da parte dell’EIC fund. Per noi è stato molto bello vedere la crescita incredibile dell’azienda rispetto a quando abbiamo iniziato. Oggi si tratta di una realtà in forte espansione, estremamente strutturata. Anche se ovviamente è merito loro, ci dà una grande soddisfazione sapere di avere in qualche modo contribuito. Per noi è motivo di grande orgoglio”. “Con tutti loro condividiamo tanto”, continua Giacomo, “condividiamo momenti di felicità, ma anche problemi, stress. Siamo tutti giovani e a volte abbiamo a che fare con cose molto complesse, che ogni tanto fanno paura, però insieme si arriva sempre al risultato”. “Anche con Fili Pari abbiamo creato un rapporto molto stretto. Francesca e Alice (Pievani e Zantedeschi, NdR) sono due persone meravigliose, sempre piene di idee. Con loro abbiamo vinto qualche piccolo bando regionale e nazionale e ora stiamo gestendo un Fondo impresa femminile di Invitalia, un bando estremamente competitivo e non semplice ma su cui lavoriamo con la nostra solita modalità: siamo molto testardi, ci impuntiamo per risolvere problemi e solitamente arriviamo dove dobbiamo arrivare. Vedere queste startup crescere per noi è bellissimo ed è bello vedere che accade proprio in PoliHub dove l’approccio è di eccellenza ma informale. Non è così scontato vedere persone di questo livello, magari all’Update con una birra in mano a parlare dei loro recenti successi, che si impegnano e lavorano ogni giorno per realizzare i loro sogni, perché la leggerezza non è superficialità”, chiude Giacomo.


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