Carlo Villani e Marco Ferroni,
rispettivamente CEO di Voidless e MgShell, hanno recentemente condiviso le loro esperienze con PoliRadio, la web radio ufficiale degli studenti del Politecnico di Milano, rivelando come è scattata la scintilla dell’imprenditorialità nei loro percorsi professionali. Le loro storie offrono uno spaccato prezioso di come passare da idee brillanti a realtà imprenditoriali di successo e di come il ruolo di attori come il Politecnico di Milano e PoliHub sia fondamentale in questo percorso.

Voidless: la spinta del Politecnico nel percorso imprenditoriale

Voidless si occupa di risolvere un problema molto comune negli ordini online: la discrepanza tra la dimensione del pacco e il prodotto effettivamente contenuto. Carlo spiega come questo problema generi un impatto profondamente negativo in termini ambientali: “Le scatole sovradimensionate inquinano più di tutto il Belgio ogni anno, creando gravi inefficienze economiche,” afferma Villani.

La soluzione proposta da Voidless è un macchinario industriale innovativo che produce scatole su misura per ogni singolo ordine. Questa tecnologia non solo ottimizza il processo logistico, ma contribuisce anche alla riduzione degli sprechi e dell’impatto ambientale.

La scintilla che ha acceso l’idea di Voidless nasce grazie al Politecnico di Milano. Laureato in Ingegneria Meccanica, Carlo sottolinea come tutto dis nato tra i banchi del Politecnico, ed in particolare durante il corso in “HIGH-TECH STARTUPS: CREATING AND SCALING UP”, in cui è scattata la scintilla per l’idea: “Ciò che ci ha permesso di arrivare dove siamo oggi sono i nuovi insegnamenti sull’imprenditorialità che il Politecnico offre. Questi corsi spingono i ragazzi a considerare alternative alla strada del ricercatore e dell’ingegnere, aprendo loro la possibilità di percorrere una carriera imprenditoriale”.

Da qui anche il contatto con PoliHub e la partecipazione a Switch2Product che, come sottolinea Carlo, è stata fondamentale per sviluppare ulteriormente le proprie competenze imprenditoriali e di business, che hanno portato al primo Proof Of Concept e alla chiusura di due round di investimento, l’ultimo di 2.2 milioni di euro.

Oggi Voidless, a soli due anni dalla sua nascita conta già 20 persone: “Le cose possono diventare grandi in fretta. In futuro, l’obiettivo sarà ottenere un nuovo round di investimento e iniziare a scalare la soluzione arrivando in tutta Europa con i nostri macchinari”.

MgShell: il passaggio da ricercatori a imprenditori

Il settore Deep Tech è noto per il suo alto rischio e la complessità delle tecnologie coinvolte. Chi intraprende questo cammino deve essere preparato ad affrontare fallimenti e a ripartire. Come spiega Marco Ferroni, CEO di MgShell, partire da una base solida è essenziale per avere successo: “Partire già da qualcosa di solido, che può derivare dall’ambito della ricerca, dato che siamo nell’ecosistema del Politecnico, può essere un incredibile valore aggiunto. Nel percorso di trasferimento tecnologico le startup sono uno degli attori più importanti”.

Partendo da queste basi, Marco Ferroni, dopo aver conseguito un dottorato in Bioingegneria al Politecnico di Milano e aver lavorato come assegnista post doc, ha deciso di avventurarsi nel mondo imprenditoriale. Quattro anni fa ha fondato MgShell, startup che si concentra sullo sviluppo di sistemi di rilascio di farmaci a base di magnesio per trattare patologie come la degenerazione maculare senile.

Ferroni spiega come il passaggio dalla ricerca all’imprenditorialità abbia comportato un cambiamento radicale di mindset: “Il modo in cui intendi un prodotto, un prototipo o una tecnologia cambia completamente quando passi dal laboratorio al mercato”, afferma. Questo cambiamento implica non solo una nuova visione del prodotto, ma anche l’apprendimento di come gestire le sfide commerciali e operative legate al lancio e alla scalabilità di una startup.

In questo percorso di nascita e sviluppo del proprio progetto imprenditoriale il Politecnico di Milano ha svolto un ruolo fondamentale: “Il Politecnico ci ha permesso di entrare in un ecosistema più ampio, facendoci vedere oltre i confini del laboratorio”, racconta Ferroni. Attraverso gli uffici di Trasferimento Tecnologico, i contatti con potenziali investitori e la collaborazione con PoliHub, i ricercatori hanno l’opportunità di trasformare le loro idee in realtà imprenditoriali. Questi strumenti e connessioni sono essenziali per accelerare la crescita di una startup e per fornire ai ricercatori una visione chiara del mondo imprenditoriale.

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