Comprendere davvero il DNA significa andare oltre il singolo genoma di riferimento e analizzare la variabilità genetica su larga scala. È in questa direzione che si muove GenoGra, startup B2B nata dal NECSTLab del Politecnico di Milano, che ha chiuso un round pre-seed da 1 milione di euro e lanciato la propria piattaforma di analisi pangenomica.

L’operazione è stata guidata da Maia Ventures (Praesidium SA) tramite il fondo Maia I, con la partecipazione di EIF attraverso il programma InvestEU, PM Holding, un business angel di settore e Terra Next, il programma di accelerazione promosso da CDP Venture Capital insieme a Intesa Sanpaolo Innovation Center e Cariplo Factory.

Una nuova generazione di strumenti per la genomica

La tecnologia sviluppata da GenoGra si basa su software proprietari ad alte prestazioni e strumenti di visualizzazione interattiva progettati per semplificare l’analisi di grandi quantità di dati genetici. L’obiettivo è rendere più rapidi e accurati i processi di genomica di popolazione, facilitando il confronto tra campioni e l’individuazione di varianti genetiche significative.

Questo approccio consente di collegare in modo più efficace le informazioni genetiche alle caratteristiche osservabili, aprendo nuove prospettive per la scoperta di biomarcatori e per l’evoluzione della medicina di precisione.

Strategia: partire dal mercato non-human

Il percorso di crescita della startup parte dal segmento non-human, un ambito ricco di opportunità nei settori agrifood, zootecnico, energetico e dei microrganismi industriali. Qui la possibilità di analizzare in modo più efficiente grandi dataset genetici può tradursi in vantaggi concreti in termini di selezione, resa, sostenibilità e innovazione di prodotto.

Parallelamente, GenoGra sta lavorando alla certificazione e validazione delle applicazioni in ambito umano, con l’obiettivo di estendere progressivamente l’utilizzo della piattaforma anche al settore clinico.

Le prossime tappe

Le risorse raccolte saranno destinate al lancio commerciale della piattaforma per applicazioni non-human e al raggiungimento del product-market fit, oltre all’espansione del team nel corso del 2026. La startup è già impegnata in progetti pilota e proof of concept con università, centri di ricerca, ospedali, laboratori diagnostici e aziende attive nei settori agroalimentare ed energetico.

Un traguardo che conferma la vitalità dell’ecosistema deep tech italiano e la capacità di trasformare ricerca scientifica avanzata in soluzioni concrete per il mercato.